Oggi è il 05.02.2012

L'artigianato salentino

di Valentina Vantaggiato

Oltre al mare cristallino, al paesaggio intatto, agli scorci caratteristici dei paesi costieri e dell'entroterra e alla deliziosa cucina, il Salento vanta una produzione artigianale che racchiude il sapere dei "maestri" di una volta, di coloro che facevano della propria arte una ragione di vita.

"Il rilancio e la diffusione dei Musei delle arti e delle tradizioni popolari, fenomeno caratteristico di questi nostri anni, è in totale sintonia con la riscoperta e la valorizzazione dell'artigianato, che da sempre ha fornito la materia prima e che, negletto ed emarginato per lungo tempo, è tornato prepotentemente alla ribalta riappropriandosi di una sua funzione specifica". Con queste parole, il prof. Alessandro Laporta, dirigente del Settore Cultura della Provincia di Lecce, ci fornisce un quadro preciso circa la situazione esistente oggi nel territorio salentino. Sono gli anni del riscatto, questi, visto che, per secoli, si è sempre fatta una netta distinzione tra arte e artigianato, considerando la prima come l'arte per eccellenza, e declassando il secondo come "arte minore". Col tempo, tuttavia, ci si è resi conto che tale maestria di "minore" non aveva proprio niente. Al contrario, ha fornito sublimi esempi di raffinatezza artistica.

"L'artigianato è un fenomeno globale", spiega Valeria Randazzo, "materia di studio, fatto economico, culturale e sociale; è capace di ripercorrere i gesti dell'arte popolare, ma è anche in grado di riproporre opere appartenenti a periodi storici di alto valore artistico".

Oggigiorno ci troviamo di fronte ad una situazione diversa, che ha acquisito delle caratteristiche differenti rispetto al passato. Nella provincia di Lecce, infatti, esistono due tipologie diverse di artigianato: quello prezioso e più ricercato, e quello più popolare. Tra i due un successo maggiore, negli ultimi anni, lo sta riscuotendo l'artigianato popolare, perché detentore di arcaici valori e depositario di tradizioni che rischiano di perdersi. Nel Sud contemporaneo c'è la voglia di riscoprire il mondo antico, i mestieri dei nostri avi e le vecchie produzioni fatte e vendute in una piccola bottega nella piazza del paese, frutto della fervida immaginazione e delle mani d'oro di qualche maestro che, assistito dal suo "discepolo", creava una forma d'arte fuori dagli stereotipi, più vicina alla gente, che avrebbe meritato forse più considerazione.

In Terra d'Otranto l'artigianato è una prospera realtà produttiva ed economica, ma anche "un fenomeno fortemente radicato nella cultura del luogo, tanto da poter essere il simbolo della memoria storica di una terra" (V. R.). Tale attività investe più settori e utilizza materiali molto diversi tra loro, ma allo stesso modo capaci di trasmettere emozioni al turista come al salentino.

Tra questi, spicca la cartapesta, nata come impegno religioso in un ambiente in bilico tra sacro e profano. Le prime tracce di tale attività risalgono al Seicento, ma si dovrà aspettare l'Ottocento per vedere la piena fioritura di quest'arte fatta di materie prime povere e poco costose, cioè da un mix di carta straccia, colla d'amido e gesso. I secoli sono passati, ma le tecniche sono rimaste immutate. I lavori conservano ancora le forme classiche delle statuette sacre. Lecce rappresenta il centro salentino con la più alta percentuale di maestri cartapestai.

La ceramica, prodotta in particolar modo a Cutrofiano, Ruffano e Lucugnano, nasce da un'antica lavorazione della creta che, a seconda dell'impasto e del grado di cottura, acquista denominazioni differenti: porcellana, gres, terracotta, maiolica, terraglia. Il Salento è da sempre ricordato come centro di tali lavori, vista l'abbondante disponibilità di argilla. I popoli che contribuirono alla diffusione di questa tradizione furono i Dauni e i Messapi. Col Barocco, poi, ci fu la realizzazione di manufatti più eleganti e meglio rifiniti. Tra vasi, pignate, piatti, bicchieri, "pupi" e anfore, riscopriamo i simboli decorativi tipici: il galletto e i fiorellini blu.

In questa lista non può mancare la pietra leccese, roccia calcarea giallognola che conserva al suo interno fossili marini e terrestri. La forte presenza sul territorio di cave dalle quali si estrae la materia prima (Cursi, Cutrofiano, ecc), chiarisce la scelta di utilizzare tale pietra per manufatti decorativi, oggettistica e, soprattutto, per l'architettura locale.

Da non dimenticare, tuttavia, le produzioni in ferro battuto, in legno, i mosaici e i ricami. Le numerosissime espressioni dell'artigianato locale rappresentano il "domani" dell'economia meridionale. I giovani salentini hanno riscoperto e rivalutato i mestieri dei nonni e ciò è fortemente positivo perché il futuro è nelle loro mani e, fino a quando anche uno solo di loro apprezzerà queste costumanze e ne coltiverà l'interesse, l'artigianato potrà continuare a vivere, o meglio, a "sopravvivere".

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