Oggi è il 24.07.2008

Manifestazioni ed eventi

Festa dei Beati Martiri di Otranto

La tredicina viene aperta il 31 luglio in Cattedrale con la solenne esposizione dell'urna dei Martiri. Poiché essi sono patroni della città e dell'Arcidiocesi di Otranto, la tredicina viene ravvivata e vissuta dall'intera diocesi attraverso le Vicarie (zone pastorali). Ciascuna Vicaria è presente ed anima una serata della tredicina, la quale termina il 12 agosto.

Festa dei Beati Martiri

Il 13 agosto è interamente dedicato alla commemorazione civile dell'eccidio di Otranto.
Nella prima serata, il sindaco della cittadina, l'Arcivescovo, le autorità civili, militari e religiose, partono dal palazzo comunale e si recano presso il "Monumento", in piazza degli Eroi. Deposta una corona di fiori, si tiene il discorso commemorativo. Nella tarda serata, viene organizzata una veglia diocesana per giovani sul colle del martirio, per rinnovare il perenne messaggio di speranza e di impegno civile degli Ottocento.

Il 14 agosto, alle 11, in Cattedrale si svolge il solenne pontificale presieduto dall'Arcivescovo con la presenza delle autorità, del presbiterio diocesano e di una larga partecipazione del laicato della diocesi. Nel pomeriggio, si svolge la processione con l'urna contenente le reliquie dei BB. Martiri trasportate per le vie della città dai sacerdoti della diocesi hydruntina. Le luminarie pervadono le strade principali del paese, creando un effetto goliardico, e numerose bancarelle si preparano per accogliere locali e turisti. La banda intona i classici e allieta i visitatori con le sue dolci note.

La sera il centro di Otranto si anima di gente. Chi acquista dei ricordini dagli ambulanti, chi assapora la "cupeta" e i "mustazzoli", dolci tipici salentini, chi riempie lo stomaco con panini con la salsiccia. E poi, dopo la mezzanotte, tutti volgono lo sguardo verso il mare nell'attesa del suggestivo spettacolo pirotecnico. Fuochi d'artificio di ogni colore e di ogni forma, illuminano il cielo stellato specchiandosi sul mare Adriatico. Come Chiesa di popolo ci ritroviamo in cammino accompagnati dai Martiri, un popolo che con il sangue ha testimoniato la fede in Gesù Cristo.

Immagini



Festa di San Francesco da Paola

"Otranto, città infelice, di quanti cadaveri vedo ricoperte le tue vie, di quanto sangue cristiano ti vedo inondata". Tali parole indirizzò, nel 1480, S. Francesco da Paterno (Calabria) al re Alfonso d'Aragona per avvertirlo di ciò che stava accadendo ad Otranto. Questa profezia, tuttavia, rimase tristemente inascoltata e i Martiri otrantini ne sono la testimonianza tangibile. Per tale ragione Otranto ha un debito di riconoscenza verso S. Francesco da Paola, espresso attraverso la sua elezione a compatrono della città.

San Francesco da Paola

Il 2 aprile è la solennità religiosa, ma la festa si celebra una domenica di maggio, in data che varia di anno in anno. Ad anni alterni, il triduo viene celebrato in Cattedrale e nella parrocchia dell'Immacolata, a conclusione del quale c'è il trasferimento del simulacro nella Chiesa di Santa Maria dei Martiri.

Nel giorno di domenica, poi, c'è la festa del santo con la processione che parte dal colle dei Martiri e giunge presso Porta Terra. Qui, riprendendo un antico rito che risale al 1600, il sindaco di Otranto consegna la chiave della città al santo, quella stessa chiave che il podestà dell'epoca consegnò all'arrivo della statua in legno, realizzata dalla scuola veneziana. Al rientro in Cattedrale, si celebra la Messa presieduta dall'Arcivescovo, con la partecipazione delle autorità. L'omelia è tenuta da uno dei sacerdoti ordinati nell'anno.
Per l'occasione, tutta la zona della "Minerva" prende vita grazie alle luminarie e alle bancarelle. La sera, poi, c'è lo spettacolo pirotecnico.

Immagini



Festa della Madonna dell'Altomare

La prima domenica di settembre, Otranto dedica una festa alla Madonna dell'Altomare. Un triduo di preparazione aiuta i fedeli a riscoprire il senso cristiano della festa e la presenza di Maria nel cuore degli otrantini. La chiesa della Madonna dell'Altomare, gioiellino di Otranto posto sul costone del mare, quel giorno diventa centro spirituale e d'identità dell'intera città. In tale festa ognuno riconosce l'accogliente anima turistica di Otranto, l'anima di coloro che, sul mare, si spendono per la sicurezza e la pace, l'anima di coloro che dal mare traggono sostentamento con la pesca e con i commerci.

La domenica mattina, tutte le celebrazioni si svolgono nella cappella della Madonna dell'Altomare e, nel pomeriggio, la solenne celebrazione dell'Eucarestia è presieduta dall'Arcivescovo, nel piazzale sottostante la chiesetta. Sono i pescatori di Otranto ad accompagnare la statua della Vergine, pregevole opera della fine dell'Ottocento, nel piazzale suddetto per la celebrazione della Messa e dopo al "Fascio" per l'imbarcazione.

La processione a mare ha così inizio. Il peschereccio che accoglie la sacra statua viene scortato da alcuni marinai, ai quali, tra l'altro, viene affidata la corona che verrà gettata in mare in memoria di tutte le sue vittime. L'imbarcazione da pesca, seguita da un nutrito gruppo di altre barche, traghetta il simulacro della Madonna verso il Porto. Dopo un breve giro al largo di Otranto, si sbarca e si ritorna, in processione, alla cappella. Consuete, come sempre, le scintillanti luminarie e, a conclusione della serata, i fuochi d'artificio.

Immagini:



Solennità della Natività di Maria

Tale festività è molto significativa per gli otrantini perché ricorda i tristi accadimenti del 1480, anno in cui i Turchi conquistarono la cittadina salentina. Gli Ottomani rimasero nella città per circa un anno, fino a quando, l'8 settembre del 1481, Otranto fu liberata dagli aragonesi. Successe, però, un fatto straordinario che è all'origine di questa festa.

Quando i Saraceni abbandonarono la città, portarono via, fra le altre cose, una statuetta della Madonna che, vista la colorazione, pareva essere d'oro, ma in realtà non lo era. Questa statua rimase nelle mani dei Turchi fino a quando alla moglie di un nobile saraceno, avendo seri problemi nel partorire, fu consigliato di restituire il simulacro della Vergine alla città di Otranto. Se avesse fatto ciò, tutto si sarebbe risolto e sarebbe stata bene. La donna, quindi, gettò in mare la statuetta e si sentì subito meglio. La Vergine dorata tornò ad Otranto cullata dalle onde.

Proprio per tale motivo, il papa dell'epoca concesse l'indulgenza plenaria (remissione dei peccati e delle pene) a chiunque si fosse riconciliato, comunicato e l'8 settembre avesse partecipato alla Santa Messa nella Cattedrale otrantina. Tale tradizione religiosa è presente e viva ancora oggi.

Mercato settimanale

Merci esposte al mercato settimanale

Ogni mercoledì, tra le 7:30 e le 12:30, Otranto ospita il mercato dove si possono trovare vari prodotti. Una parte dei giardini pubblici è occupata da coloro che vendono cestini e oggetti realizzati con fibre naturali. Sempre in quest'area, si vendono fiori e piante. Andando oltre, nella "piazzetta Idro", vi sono i generi alimentari (latticini e salumi locali) e i prodotti per la casa (stoviglie e detersivi). Lungo la strada parallela, si possono acquistare frutta e verdura. E' proprio qui che si trovano anche le ceramiche locali.

Più avanti, nel parcheggio "Giovanni Paolo II", vi sono l'abbigliamento, le scarpe, le borse, il mercatino delle pulci e i tessuti. Molta gente si riversa tra i banchi del mercato, sicura di trovare ciò che cerca e a prezzi competitivi. E c'è anche da aggiungere che è una consuetudine trattare sul prezzo.

Immagini del mercato settimanale



Alba dei Popoli

La Piazza nella serata del 31 dicembre

Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di etnie, come testimoniano molti suoi monumenti e la sua storia passata e recente, celebra il legame della Puglia con la civiltà mediterranea attraverso una rassegna di Arte, Cultura, Ambiente, Musica e Spettacoli.
"Alba dei Popoli" è un'iniziativa che prende spunto dalla forza simbolica esercitata dal "primo sorriso del sole" del nuovo anno all'Italia. La luce che giunge dall'Oriente illumina per prima proprio quest'estrema frontiera dell'Europa.
La manifestazione, sin dalla sua prima edizione nel 1999, ha visto la presenza, nel corso degli anni, di numerosi artisti ed intellettuali di livello internazionale. Per fare qualche esempio, ricordiamo Goran Bregovic, Franco Battiato, Eugenio Bennato, Edoardo Bennato, Vinicio Capossela, Nicola Piovani, Lou Reed, Pino Daniele, Mario Biondi, Roy Paci; registi tra cui Ferzan Ozpetek, Emir Kusturica, Manuel Pradal; oltre ad una lunga serie di rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo.
Ogni anno, la Città dei Martiri, nel periodo delle festività natalizie, organizza la manifestazione programmando quasi un mese di eventi di vario genere, per ricordare a tutti che la prima luce del nuovo anno giunge in Italia dal Salento, da Otranto.

Immagini:

[Torna ad inizio pagina]