Nato nel XIII secolo ad Otranto, Nicolò rimase alla storia come poeta. Figlio di Giovanni, il giovane otrantino era molto legato al padre, tanto che gli faceva leggere tutti i suoi versi prima di proporli ad altri.
E così fece anche quando ne scrisse alcuni dedicati a Federico II ed altri contro Parma. Nicolò seguì il Cardinale Benedetto a Costantinopoli in qualità di suo interprete. L'alto prelato, difatti, era stato inviato lì da papa Innocenzo III per proporre un incontro fra la chiesa latina e la chiesa greca. Il ruolo dell'otrantino, quindi, in quella circostanza, fu cruciale e indispensabile.
Molti studiosi ritengono che, successivamente, Nicolò abbia abbracciato alcune idee greche. E' noto che i suoi componimenti poetici siano stati eccelsi, ma non ve ne rimane alcuna traccia, né si conosce la data della sua dipartita.