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Conversazioni d'autore

Dettagli della notizia

Il Club per l’UNESCO di Otranto, con il patrocinio del Comune, propone a settembre una ricca programmazione presso il Castello Aragonese alle ore 19.30, "Conversazioni d'autore":

PROGRAMMA

Venerdì 1° settembre

Presentazione del libro Ondino nelle terre del rimorso. Eugenio Barba e l'Odin Teatret in Salento e Sardegna (1973-1975) di Vincenzo Santoro, Squilibri Editore, Anno 2017.
Proiezione documentario In cerca di teatro di Ludovica Ripa Di Meana.
Interviene: Vincenzo Santoro, autore e responsabile Dipartimento Cultura e Turismo ANCI;
Antonella Agnoli, Assessore alla cultura, creatività e valorizzazione del patrimonio culturale del Comune di Lecce e Consigliere del Consiglio Superiore del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
Franco Ungaro, operatore culturale;
Giovanni Pellegrino, artista/inventore.

Dal 1973 al 1975 Eugenio Barba e l’Odin Teatret dalla Danimarca si trasferiscono, a più riprese e per lunghi periodi, in Sardegna e nel Salento, con l’intento di portare il teatro in “luoghi senza teatro”, a contatto con popolazioni che abitualmente non ne fruivano.
Nel corso di queste permanenze, l’Odin definisce, come modalità di relazione con gli abitanti dei paesi salentini e sardi, in prevalenza contadini e pastori, il cosiddetto “baratto culturale” per cui al dono della loro arte i locali rispondevano con una canzone tradizionale, un ballo o una festa. Un’esperienza destinata a lasciare un segno profondo nei territori interessati, soprattutto nel Salento dove l’Odin aveva come referenti un gruppo di intellettuali, tra i quali Gino Santoro e Rina Durante, impegnati nella ricerca e riproposta della musica tradizionale.
Il libro ricostruisce questa singolare e appassionante vicenda attingendo principalmente a fonti dell’epoca e privilegiando il punto di vista dei protagonisti, individuando anche nessi e relazioni con l’incendio che, da lì a poco, sarebbe divampato attorno al “rinascimento della pizzica”.
Nel DVD allegato al volume, il documentario di Ludovica Ripa Di Meana, In cerca di teatro, girato alla fine della residenza salentina del 1974 (con una rappresentazione in presa diretta dell’incontro tra le due culture, una strepitosa performance di Uccio Aloisi e Uccio Bandello e le prime immagini in movimento della pizzica pizzica) e il film di finzione di Torgeir Wethal, Vestita di bianco, girato sempre nel corso dell’esperienza salentina dell’Odin.
I paesi salentini coinvolti nell’esperienza dell’Odin del 1974-75 sono stati, oltre a Carpignano: Calimera, Castrignano dei Greci, Copertino, Cutrofiano, Galatone, Martano, Pisignano, San Cesario, Serrano, Sogliano Cavour, Soleto e Monteiasi (Ta). In Sardegna l’Odin operò nei paesi di San Sperate, Ollolai, Orgosolo, Gavoi, Lodine, Olzai, Gavodda, Gario Sant’Elena, Cardedu, Loculi, Sarule e nella cerchia dei villaggi (“muristenes” o “cumbessias” in sardo) situati intorno ai santuari dell’Itria e di Monte Gonare.

Venerdì 8 settembre

Presentazione del libro Ho visto un uomo a pezzi di Ilaria Macchia, Mondadori Editore, Anno 2017
Interviene: Ilaria Macchia, autrice e sceneggiatrice

Sette piccole esplosioni, sette pezzi della vita di una donna, sette racconti. La protagonista di queste storie si chiama Irene. Di lei sappiamo che si sente sempre nuda di fronte agli sguardi della gente, che ha un corpo che sembra perfetto ma se ne vergogna, gambe splendide sulle quali spesso barcolla, e una tendenza a scappare – di casa, dall'amore, da tutti i legami – ma poi, sempre, a tornare. Questi racconti fotografano i momenti in cui la sua vita ha subìto uno strappo, in cui è accaduto qualcosa che ha determinato un'inversione di rotta: la volta che è andata al funerale di una sconosciuta, la volta che si è innamorata di un ragazzo che le è andato a sbattere addosso in un vicolo di Lecce, la volta che si è rifugiata con suo figlio in un armadio per nascondersi dai fantasmi, la volta che sua sorella l'ha battuta in una gara di nuoto, la volta che i suoi genitori le sono sembrati bambini, e le mille volte che è tornata da Piero, che ha occhi neri, mani perfette, una moglie, un figlio, ed è l'unico uomo che Irene non riesce a lasciare. La prima prova letteraria di Ilaria Macchia è una costellazione di congegni narrativi esatti, che – legati tra loro da fili invisibili, spazi duttili che invitano a essere colmati con l'immaginazione – costruiscono il ritratto di una donna complessa: inquieta ma spaventatissima, pungente ma bellissima, come le meduse che danno il titolo all’ultimo racconto. E che, proprio come le meduse, nuota “in una direzione e nell'altra, senza sapere dove andare”: un personaggio capace di parlare a ognuno di noi. La materia prima di cui è fatta la sua storia è una scrittura essenziale, sfacciata, a tratti violenta, che esplora l'imprevisto nascosto nel quotidiano, ci disarma con leggere virate verso l’assurdo, si fa largo con prepotenza nel nostro animo e, guardandoci in faccia, sembra chiederci conto di chi siamo.

Domenica 10 settembre

Presentazione del libro Galateo e Otranto. Nel V centenario della morte di Antonio De Ferrariis Galateo (1517-2017) di Vittorio Zacchino, Primo Volume della Collana “Studi storici otrantini” - Club per l’UNESCO di Otranto, Edizioni Grifo, Anno 2017.
Interviene: Vittorio Zacchino, autore e docente
Alessandro Laporta, direttore della Biblioteca Provinciale “N. Bernandini” di Lecce

“L’opera di Vittorio Zacchino, Galateo e Otranto, oltre che un atto di amore dell’autore verso i due soggetti più presenti nella sua lunga, appassionata ed approfondita ricerca storica di una vita (appunto, Otranto e Galateo), non poteva che costituire il primo volume di una collana di studi storici idruntini, di cui si prende cura il Club per l’UNESCO di Otranto. Chi, se non Galateo, l’autore della Iapigia, forse la prima verace rappresentazione del territorio dell’Apulia, dei suoi fenomeni, dei suoi riti e delle sue tradizioni, delle sue campagne e dei suoi borghi, ricchi di storia e di storie ed, allo stesso tempo, tranquilli ed operosi, frequentatore, fin da bambino, di Otranto e del cenobio di San Nicola di Casole, poteva aprire quel percorso?” (dalla prefazione di Pierpaolo Tondo).

Venerdì 15 settembre

Serata d’arte, musica e poesia
Interviene: Giuseppe Greco, poeta
Roberta Melissano, che interpreterà le poesie di Fernando Pensa
Giuseppe Greco, poeta e scenografo
Marica Rizzo per l’accompagnamento musicale

La serata è dedicata a due poeti/pittori Fernando Pensa e Giuseppe Greco.
Il poeta Giuseppe Greco declamerà alcune delle sue poesie mentre le poesie di Fernando Pensa verranno interpretate da Roberta Melissano. Il tutto con l’accompagnamento musicale di Marica Rizzo.
Fernando Pensa è - tra l’altro - autore del libro Del vento del mare del cielo, Botanica Ornamentale Editore, Anno 2017.
"Solitudine, sguardi, canti, stagioni, mare e venti, cieli tersi, colori e ricordi, ricordi e colori infinitamente… Questo è il leit-motiv dei versi di Fernando; il tutto profondamente impregnato della tematica amorosa, a volte esplicita, a volte dolcemente fusa ad un’istintiva sensualità, a volte dolorosamente immaginata e trasposta nei colori della natura. A volte (e questa mi sembra l’accezione più affascinante) , espressa facendo ricorso agli elementi primari della vita (l’acqua, il fuoco, il vento, la terra ) che nella loro estrema bellezza , ingigantiscono la nostra precarietà illuminando di lampi improvvisi e travolgenti ogni aspetto della realtà" (dalla prefazione di Marica Rizzo).

Venerdì 22 settembre

Presentazione del libro Dove nessuno è innocente di Mauro Bortone, Besa Editrice, Collana: Comete 76, Anno 2017.
Interviene: Mauro Bortone, autore e giornalista
Marina Piconese, giornalista

Due storie, due narrazioni, due personaggi, un unico percorso dentro le “assenze” della propria esistenza: Dove nessuno è innocente è un viaggio ricco di sfaccettature e significati molteplici nell’universo dell’indifferenza.
Per il primo dei protagonisti di quest’opera, Morelli, giovane volontario impegnato nell’accoglienza degli immigrati, l’indifferenza coincide con la mancanza di notorietà, una notorietà ambita e desiderata ma impossibile da raggiungere con un lavoro come il suo, al servizio degli ultimi. Inquieto e diviso fra umanità e cinismo, fra impegno civico e apparenza, Morelli vive una quotidianità monotona e informe, che alimenta in lui una frustrazione e un desiderio di fuga destinati a sfociare in un evento drammatico: durante una notte di follia, Morelli e alcuni suoi amici metteranno in fuga dal centro di accoglienza un gruppo di immigrati che verranno poi seviziati per gioco. La morte di uno di loro avvierà in Morelli un processo di autoaccusa, una dolorosa presa di coscienza e di responsabilità verso i propri comportamenti e verso la realtà che lo circonda.
L’altro protagonista di Dove nessuno è innocente è Silvano, impiegato di mezza età in un piccolo comune che trascorre le giornate a osservare i volti che passano sui binari di una stazione, diviso fra il ricordo di suo padre – aiuto macchinista – e l’immagine di un clochard di nome Alfredo, che tormenta i suoi pensieri. Per Silvano l’indifferenza si concretizza nel distacco dalla vita degli altri e l’improvvisa scomparsa di Alfredo lo metterà in crisi, costringendolo a far chiarezza sui tanti punti in sospeso nel suo quotidiano.

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