Progetto di mantenimento dei pontili galleggianti del porto di Otranto

Il Sindaco Cariddi parla della decisione del Consiglio dei Ministri che ha ritenuto di accogliere l’opposizione del Ministero per i Beni Culturali.

Pontili galleggianti

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Apprendo con stupore e rammarico la decisione del Consiglio dei Ministri che ha ritenuto di accogliere l’opposizione del Ministero per i Beni Culturali al progetto di mantenimento dei pontili galleggianti del porto di Otranto.
Ci può anche stare che una Soprintendente, per coerenza con il suo predecessore che ha voluto imporre l’assurda prescrizione di smontare ogni 6 mesi un porto turistico, confermi tale posizione, ma è veramente sorprendente che una tale valutazione possa essere condivisa da un organo politico, che deve tener conto e saper fare sintesi di tanti altri aspetti (ambientali, economici, sociali…), oltre a quello paesaggistico.
Qualsiasi persona, di qualunque sensibilità paesaggistica ed estrazione culturale, che ha avuto la possibilità di osservare in questi anni l’opera realizzata, ha espresso apprezzamento e valutazioni positive per l’assenza di impatti e per la qualità di servizi offerti nel porto di Otranto. Anche vari politici del M5S e della Lega (Consiglieri regionali, Senatori, Deputati), oggi insieme nel Governo, hanno espressamente manifestato il loro consenso all’intervento ritenendolo per nulla impattante.
Non ha evidentemente condiviso la loro posizione la Ministra per il Sud, Barbara Lezzi, presente nel Consiglio dei Ministri. Mi auguro da salentino che i suoi modelli per lo sviluppo sostenibile della nostra terra non contemplino solo la presenza di Ilva, Cerano, elettrodotti, TAP e altri gasdotti.
In questi mesi, in virtù della questione che mi trovavo ad affrontare, ho posto attenzione sulle soluzioni adottate da altre città costiere salentine e pugliesi riguardo la portualità.
Di pontili e barche a ridosso di centri storici se ne contano numerosi, ma sembra che solo Otranto preoccupi la Soprintendenza e il suo Ministero.
Rimetto al giudizio di tutti il confronto tra la soluzione adottata nella nostra città e quelle presenti in tante altre località.
Perché solo a noi questa contestazione e l’obbligo di smontare? Esiste un’altra realtà al mondo in cui un porto turistico viene montato e smontato ogni 6 mesi?
I componenti di Governo sono consapevoli della impossibilità economica e ambientale di realizzare tale operazione ogni anno? Sanno questi signori che dopo lo smontaggio il porto non si potrà più rimontare?
In ogni caso, da amministratori pubblici responsabili, con spirito di collaborazione ci siamo interrogati per valutare ulteriori possibili soluzioni.
Poiché in Conferenza dei Servizi è emerso che l’impatto non è tanto rappresentato dai pontili (alti solo 40 cm con il nuovo progetto), quanto dalla presenza delle barche ormeggiate, ripresenteremo una nuova soluzione progettuale che preveda una riduzione della presenza di barche, nei 6 mesi invernali, al 50% della flotta complessiva, rimettendo alla Soprintenza la decisione su dove collocarle per generare minore impatto.
Sono fiducioso che questa nuova soluzione potrà essere apprezzata dal Ministero e dai nostri governanti, e garantire il mantenimento del porto, opera strategica per il nostro territorio, anche oltre il 31 dicembre 2020.

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