Riaperti alla fruizione pubblica i fossati del Castello Aragonese

Un percorso storico molto suggestivo.

I fossati

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Riaperti alla fruizione pubblica i fossati del Castello Aragonese, dopo gli impegnativi e rilevanti lavori di recupero che ci riconsegnano un percorso storico molto suggestivo, da Porta Terra fino alla Porta a Mare, da via delle Torri al porto, che ci permette di godere di suggestive viste sulle maestose mura aragonesi che cingono il borgo antico.
"Il sistema di fortificazione che ancora oggi avvolge completamente la parte storica della città può ritenersi interamente di impianto post-medievale", afferma il Sindaco Pierpaolo Cariddi. "Nel caso otrantino non si optò per un adeguamento delle fortificazioni esistenti, risalenti al periodo medievale, ma si decise di ripartire da zero, con un nuovo impianto in grado di opporsi con tenacia ai nuovi sistemi di offesa che potevano contare sugli effetti dirompenti delle armi da fuoco. Alla fine del '400 il Castello diventò luogo strategico per la difesa della città, ma prima bisognava con ogni sforzo evitare l'ingresso del nemico. Per questo motivo la realizzazione di un fossato profondo e largo diventava fondamentale per un'ultima difesa. Per garantire la nuova difesa radente con archibugi e bombarde fu necessario far sporgere dalle mura le nuove rondelle come la "Ippolita" e la "Duchesca", entrambe ancora visibili nella camminata lungo i fossati. Con il trascorrere del tempo, tuttavia, il tiro delle artiglierie dell'assediante divenne sempre più minaccioso e il fossato cominció ad attirare attenzioni e cure.
Ma gli interventi realizzati alla fine del '400 già non rispondevano più alle nuove esigenze della difesa che doveva opporsi a bombarde sempre più grosse e potenti, per questo furono avviati lavori di adeguamento delle fortificazioni a partire dal 1540. Il nuovo modello fu caratterizzato dalla concentrazione della difesa nei bastioni pentagonali. L'impianto di fine '500 resterà quasi immutato fino alla metà del '600, quando furono realizzati lavori di rafforzamento. Agli inizi del XIX secolo i francesi di Napoleone apportarono le ultime modifiche".
"Da oggi questa storia la si potrà leggere con una piacevole passeggiata che offrirà anche nuovi spazi di socializzazione e luoghi suggestivi per manifestazioni ed eventi", conclude il sindaco Cariddi.

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