Antonio Sforza

Antonio Sforza nacque ad Otranto il 17 giugno del 1891. Il padre, capostazione, lo iscrisse al Ginnasio del locale seminario arcivescovile affinché i religiosi che vi insegnavano gli trasmettessero il loro sapere, in particolar modo i rudimenti della poesia classica, e lo proiettassero verso una dimensione più spirituale della vita.

Periodo: 1891 - 1979

Antonio Sforza nacque ad Otranto il 17 giugno del 1891. Il padre, capostazione, lo iscrisse al Ginnasio del locale seminario arcivescovile affinché i religiosi che vi insegnavano gli trasmettessero il loro sapere, in particolar modo i rudimenti della poesia classica, e lo proiettassero verso una dimensione più spirituale della vita.

Finiti i primi studi, il giovane otrantino si recò a Venezia, dove si fermò per qualche tempo. In questa splendida città, ricca di opportunità culturali, conobbe il poeta Vittorio Locchi. Tra i due nacque subito una bella amicizia che stimolò positivamente Antonio, il quale iniziò a dedicarsi alla poesia, scrivendo i suoi primi versi.

Nel 1915 pubblicò "Il diavolo creatore", poemetto intriso di echi danteschi, con qualche influenza del salentino De Dominicis.
Il suo caro amico Vittorio decise di arruolarsi e partì per la guerra, mentre Sforza fu riformato a causa di un problema all'occhio sinistro. Nel 1916, un'ulteriore visita oculistica gli diagnosticò il medesimo problema anche all'occhio destro.
Nonostante la cecità avanzasse giorno dopo giorno, Antonio non si scoraggiò e perseguì la sua passione per la poesia, pubblicando, nel 1917, la canzone "Mamma".

Questi furono anni non facili per l'otrantino e la sua malattia gli fece ancora più sentire la nostalgia verso la sua terra e i suoi cari. Molto spesso si soffermava a pensare agli anni della sua fanciullezza nel paese che gli aveva dato i natali e le opere di questo periodo riflettono perfettamente i suoi stati d'animo.
Decise, pertanto, di ritornare ad Otranto. Nella sua terra si riappropriò del vernacolo locale e iniziò a scrivere versi in dialetto. Conobbe numerosi intellettuali salentini e con loro ebbe continui scambi di idee.

Il "Giornale del Popolo" di Lecce, nel 1931, pubblicò una sua lirica dal titolo "Confessione".
Tre anni più tardi, Sforza decise di partire alla volta del Veneto. L'8 settembre del 1943, in qualità di aerofonista, si arruolò nella contraerea a Bologna.
Dopo la liberazione d'Italia, nel 1946, fece ritorno ad Otranto e si stabilì a Uggiano La Chiesa.
Nel 1949 diede alla stampa "Suonate campane" e "Utrantu mia".
Nel 1957 compose, invece, "La città del pianto", una raccolta di poesie che celebravano la sua amata Otranto. Nel 1964 pubblicò un volume con settantadue sonetti dal titolo "La mia luce".

La vecchiaia e la cecità erano ormai un peso troppo grande per lui. Il 19 gennaio del 1979, Antonio Sforza si spense dopo un lungo ricovero nell'ospedale di Scorrano.

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