Francesco Antonio Primaldo Ciatara

Francesco Antonio Primaldo nacque ad Otranto nel 1727. Non si conoscono molte notizie sulla sua vita, ma è stato accertato che fu un cronista.

Periodo: 1727

Francesco Antonio Primaldo nacque ad Otranto nel 1727. Non si conoscono molte notizie sulla sua vita, ma è stato accertato che fu un cronista.

Negli anni giovanili, ebbe la possibilità di studiare insieme ai due figli di Domenico De Marco, patrizio otrantino, seguito dal tutore Domenico Antonio Fiore da Muro. Questi, era certo che il giovane Ciatara avrebbe avuto un futuro importante se solo avesse proseguito gli studi a Napoli, ma i suoi genitori non vollero accettare la possibilità di staccarsi dal figlio e si opposero fermamente ad un suo possibile trasferimento.

L'arcivescovo Michele Orsi s'interessò alla sua causa, ma per lui aveva progetti ben diversi da quelli pensati da Antonio Fiore. Difatti, spinse il Ciatara a farsi prete, incoraggiandolo a studiare diritto canonico e teologia. Francesco, dopo anni di insegnamenti religiosi, ricevette l'investitura nella Decollazione di San Giovanni Battista. Incarichi di un certo rilievo gli vennero affidati nella sua carriera ecclesiastica. Si stabilì a Otranto per volere del Vescovo, divenendo Cancelliere della curia e segretario personale del prelato, del quale si guadagnò la fiducia e la stima. Quando monsignor Orsi passò a miglior vita, il nuovo vescovo, Marcello Papiniano, gli assegnò una parrocchia della cittadina hidruntina.

Col passare degli anni, i vescovi si susseguirono nella diocesi. Niccolò Caracciolo, il successore del Papiniano, lo nominò Rettore del Seminario e Uditore. Successivamente, quando giunse a Otranto l'Arcivescovo Giulio Pignatelli, la vita del Ciatara divenne difficile per via delle incomprensioni che nacquero tra lui e monsignor Pignatelli. Francesco, tuttavia, non si abbatté, al contrario, spese tutte le energie per proseguire la sua opera.
Monsignor Vincenzo Maria Morelli, successo al Vescovo Pignatelli, apprezzò molto il lavoro del Ciatara e lo volle con sé quando dovette contrastare gli impulsi sanguinosi e sanfedisti del popolo.

Francesco Antonio Primaldo redasse alcuni scritti, tra i quali: "Relazioni dei fatti che interessano la fedelissima città di Otranto", "Modo di celebrare con frutto i tredici giorni che precedono le solennità dei gloriosi martiri Otrantini", "Relazione istorica-critica-cronologica dei fatti che interessano la fedelissima città di Otranto e descrizione del martirio dei suoi 800 abitanti".

La data della morte di quest'otrantino non è conosciuta, ma la sua memoria rimarrà nei cuori dei posteri per lungo tempo.

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