Guglielmotto d'Otranto

Su questo personaggio non si sa poi molto, visto che le fonti sono scarse e, quelle rinvenute, molto antiche. Fu un teologo e un profondo conoscitore del greco, del latino e delle sacre scritture. Visse intorno alla metà del 1200 e si presuppone che sia nato ad Otranto.

Periodo: Intorno al 1200

Su questo personaggio non si sa poi molto, visto che le fonti sono scarse e, quelle rinvenute, molto antiche. Fu un teologo e un profondo conoscitore del greco, del latino e delle sacre scritture. Visse intorno alla metà del 1200 e si presuppone che sia nato ad Otranto.

L'unica traccia fisica del poeta la troviamo nel "Codice Vaticano Barberiano Latino 3953", documento in cui il Guglielmotto compare per la prima volta, ma la sua presenza non viene confermata da nessun dato storico.
Come produzione resta solo un sonetto, intitolato "L'ostia consacrata", scritto sicuramente dopo il 1230, anno in cui i poeti della "Scuola Siciliana" crearono questa nuova forma di fare poesia, prima d'allora inesistente. Anche se il componimento presenta qualche svista, è sicuramente molto interessante dal punto di vista letterario.

Intorno al 1960, Oronzo Parlangeli, studioso salentino, compì alcune ricerche in merito a questo personaggio, attribuendogli due altri manoscritti. Anche il Maggiulli in una sua opera cita il Guglielmotto, parlandone come "colui che ha prodotto i primi vagiti poetici" in questa zona. Anche egli gli riconosce altri testi, ma di questa produzione, al di fuori del sonetto sopra citato, non si è trovata traccia.

Molti intellettuali si sono interessati al poeta otrantino, svolgendo non poche indagini. Florio Santini lo definì "un poeta senza biografia" e la professoressa Delia Corchia, docente di dialettologia italiana presso l'Università di Lecce, tuttora svolge studi su tale argomentazione.

Nell'area salentina non esiste alcun documento che attesti l'esistenza di quest'uomo, ma è molto probabile che sia tutto andato perduto con la presa di Otranto da parte dei Turchi nel 1480, occasione in cui venne espugnata la città. E' quasi certo che tale poeta frequentò assiduamente l'abbazia di San Nicola di Casole. Sorta alla fine dell'XI secolo, fu il centro del monachesimo italo-greco e presto divenne una delle realtà più importanti del medioevo cristiano.

Guglielmotto fu certamente un uomo molto colto e un accanito studioso. Ma più di questo non si può dire. Un mistero ancora irrisolto, quello che gira intorno a questa figura. Se riuscissimo ad accertare la sua paternità otrantina, ciò diventerebbe motivo di fierezza per Otranto e per i suoi abitanti. Forse fra qualche anno questo sarà possibile, ma intanto le ricerche continuano...

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