Marco Monaco

Nacque ad Otranto nel IX secolo in data imprecisata e si distinse come letterato.
In quell'epoca, il potere dei Patriarchi di Costantinopoli era cresciuto e si era esteso in alcune zone del napoletano, dove si cercò di imprimere l'egemonia orientale del loro credo scismatico. 

Periodo: IX secolo

Nacque ad Otranto nel IX secolo in data imprecisata e si distinse come letterato.
In quell'epoca, il potere dei Patriarchi di Costantinopoli era cresciuto e si era esteso in alcune zone del napoletano, dove si cercò di imprimere l'egemonia orientale del loro credo scismatico. Nel Salento, a Soleto, vi sono ancora oggi due esempi che provano tale affermazione: i resti di una cappella, sulla strada per Sternatia, che, al suo interno, ha tutte le caratteristiche del rito greco, e il rudere, risalente al Medioevo, della cappella di S. Lucia, voluta dai Balzo-Orsini.

"La Chiesa di Otranto era divenuta scismatica", affermano Gianni Donno, Alessandro Antonucci e Loredana Pellè nel loro libro "Dizionario Biografico degli Uomini Illustri di Terra d'Otranto". "Scismatiche erano quasi tutte le nostre popolazioni. D'altra parte i Vescovi di Oria, Gallipoli, Alessano e di Castro, a norma di un editto di Leone il filosofo, Imperatore di Costantinopoli, dipendevano dalla metropolitana di Ciceronza, che era greca".

Il Monaco, nell'879, era già Arcivescovo della diocesi di Otranto. Si prodigò molto per la sua circoscrizione. Per i suoi meriti, tra l'altro, era stato nominato Economo della Chiesa di Bisanzio, carica certamente molto prestigiosa. Era un uomo molto saggio e colto. Passava molte ore a leggere libri e la sua sete si conoscenza non si placava mai. Fu un grande studioso del greco e delle opere sacre, e per tale ragione fu insignito del titolo di "Sapientissimo".

Marco, inoltre, fu uno dei 383 padri della scismatica adunanza dell'879 e, in quell'occasione, essendo un accanito promotore dello scisma, difese strenuamente quei principi. Egli si dilettava a scrivere e di lui ci rimangono le "Cantiche religiose", più conosciute come "Uffizi Divini". Non si conosce l'anno della sua dipartita, ma è egli è rimasto nella storia di Otranto, e non solo, col nome di Marco Monaco o, più comunemente, Marco da Otranto.

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