Il Primo Ministro albanese Edi Rama in visita ufficiale a Otranto

L'incontro istituzionale nel Castello Aragonese e poi la cerimonia di commemorazione davanti al monumento della Kater I Rades.

L'incontro nella Sala Rettangolare

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Il Sindaco Pierpaolo Cariddi ha incontrato oggi la delegazione albanese di Edi Rama nella Sala Rettangolare del Castello Aragonese di Otranto, i rettori delle università pugliesi, il presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, con l'obiettivo di consolidare e potenziare i rapporti di amicizia e di scambio tra l’Albania e la Puglia. È intervenuto anche il presidente della Regione Michele Emiliano.
Il Sindaco Cariddi ha aperto il momento di confronto e scambio ringraziando i presenti per aver accettato l'invito e per aver voluto ricordare gli avvenimenti che trenta anni fa spinsero molti amici albanesi a fuggire da un regime dittatoriale che negava ogni diritto umano, affrontando il mare con mezzi di fortuna, alla ricerca di approdi sicuri.
"Gli otrantini allora aprirono le proprie case e ospitarono chi aveva bisogno. Ho voluto questo momento di incontro tra politica, mondo universitario e mondo imprenditoriale perché da anni ormai, accanto al racconto dei tanti problemi del mediterraneo, abbiamo iniziato ad affrontare anche discussioni sulle opportunità che questa vasta area dell'Antico Mare Nostrum offre a tutti noi.
È necessario reinventare il nostro Mediterraneo, aprire al dialogo, raccogliere le sfide, costruire nuove opportunità. Possiamo, aiutandoci a vicenda, costruire su misura percorsi per i nostri territori che ne rispettino le peculiarità e che ne esaltino, al contempo, le potenzialità".
Il Presidente Emiliano ha sottolineato poi il profondo rapporto di amicizia che lega l'Albania alla Puglia: "La presenza del premier Rama qui in Puglia è motivo di orgoglio e di amicizia. E voglio che tutti sappiano quanto tempo abbiamo messo per costruire queste relazioni. Noi siamo amici senza se e senza ma alla vicina Albania, è un'amicizia molto sentita, vera. Non ci dobbiamo rilassare però, dobbiamo fare sempre di più. L'amicizia va coltivata giorno per giorno e lo faremo certamente".
Il Primo Ministro Rama si è mostrato molto felice di questo invito: "Dobbiamo continuare a sviluppare un dialogo già cominciato con l'augurio di realizzare, in un tempo ragionevole, dei passi che ci portino oltre, che portino concretezza, con la realizzazione di iniziative comuni sfruttando le nostre conoscenze e la nostra esperienza. Non è un lavoro facile, la vostra disponibilità è veramente qualcosa di speciale. Dobbiamo fare delle cose insieme in tanti campi. Dobbiamo fare di più sulla cultura legata al turismo, ad esempio, e vorremmo anche approfittare della nostra relazione per fare esperienza sul vostro sistema di raccolta dei rifiuti, sul trattamento delle acque. Vi ringrazio e sono sicuro che partendo con qualcosa di concreto, come le nuove università, avremo degli spunti importanti".
Subito dopo il primo cittadino ha accompagnato la delegazione in Piazza all'Umanità Migrante, passando per i vicoli del borgo antico, per la cerimonia davanti alla Kater I Rades.

Il presidente Edi Rama ha reso poi omaggio al monumento che ricorda le vittime albanesi del naufragio della “Katër i Radës”, avvenuto nelle acque idruntine nel 1997, in Piazza all'Umanità Migrante di Otranto.
Un momento molto partecipato al quale hanno preso parte autorità civili, religiose e militari.
Il Sindaco Pierpaolo Cariddi ha aperto la cerimonia: "La compenetrazione delle esperienze tra genti è sempre stata fondamentale per progredire; senza perdere i propri valori e la propria identità, il dialogo ci migliora sempre.
Otranto questo lo sa bene perché ha costruito le sue fortune di città proprio grazie all’essere diventata, per la sua privilegiata posizione di città più a est d’Italia, porto-emporio, luogo di incontro e commercio tra le tante popolazioni del Mediterraneo. Fatta eccezione per l’evento della presa da parte dei Turchi, unico momento tragico vissuto nel rapporto con il mare, questa città si è sempre confrontata con un mare buono che ha generato sviluppo culturale, tecnologico, economico, sociale.
La Storia la costruiamo noi, ognuno per la sua epoca, pertanto quando i ponti si trasformano in fossati che dividono è perché ci è mancata la capacità di comprendere l’altro e di rapportarci all’altro.
E questi momenti di blackout non dobbiamo dimenticarli o tenderemo a ripeterli.
Perciò abbiamo voluto ad Otranto questo momumento dell’imbarcazione Kater i Rades, durante il cui naufragio persero la vita tanti cittadini albanesi.
Da quei giorni bui l’Albania ha tratto la forza per diventare un esempio positivo di sviluppo, intraprendendo un cammino virtuoso di crescita.
Il dialogo millenario tra le nostre terre è un bellissimo esempio di cooperazione tra popoli che hanno considerato sempre il mare come elemento unificante e non di divisione, come fonte di ricchezza e innovazione.
Credo che solo tramite la cooperazione, il dialogo e, cosa più importante, l’amicizia che ci lega, possiamo riportare le nostre terre, tra loro spesso così simili, a essere centrali e baricentriche nei futuri equilibri internazionali".
Subito dopo, l'intervento del Presidente Michele Emiliano:
"Vi voglio oggi parlare del futuro e non del passato. L'Albania vive da tempo una componente multireligiosa, ha un ruolo strategico e deve affrontare tante difficoltà, ma ha davanti anche molte opportunità.
Il presidente Edi Rama è un leader politico europeo che è capace di leggere anche gli interessi di un Paese amico come l'Italia.
Se questo mare non è un mare di pace, di crescita economica, rischia di essere non solo un cimitero, ma un muro invalicabile, di odio, di livore, di divisioni.
Stasera prendiamo l'impegno non solo di condurre attività concrete, ma cercheremo anche di dare il nostro contributo di analisi. Buttiamo il cuore oltre l'Adriatico e cominciamo a pensare insieme a quello che sarà il futuro del mondo".
Ultimo a parlare il premier Rama, le cui riflessioni hanno emozionato non poco:
"Sono molto onorato di essere qui e di poter ammirare la bellezza di questa città e lo spirito della costa pugliese la cui gente trenta anni fa ci ha aperto le sue porte e ci ha aiutati.
Una cerimonia che ci permette di non dimenticare per avere una proiezione del futuro basata su questa importantissima memoria.
Questo monumento è una realizzazione artistica che vuol dire tanto per me, per noi albanesi, che ci fa pensare a quelle donne e bambini che hanno perduto la propria vita e ci fa riflettere sulla grande fortuna che abbiamo avuto e che abbiamo sempre a essere particolarmente vicini alla Puglia.
Mi sento privilegiato oggi a rappresentare il governo di un Paese che trenta anni fa usciva da una storia di dolori e di terrori ed è un onore avere l'opportunità di ricambiare.
I bambini devono ereditare l'umanità, il senso di essere viaggiatori e non proprietari di questa terra che appartiene a quelli che verranno. È importante conservare l'umanità nel cuore dell'Europa".
La cerimonia si è conclusa con la consegna di una targa all'artista dell'opera Costas Varotsos da parte di Loredana Capone, Presidente del Consiglio regionale pugliese.

Immagini della notizia

L'incontro nella Sala Rettangolare
Il saluto istituzionale
Il Primo Ministro albanese nel centro storico
La visita a Torre Matta
Kater I Rades
La cerimonia di commemorazione
Il discorso del sindaco

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